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Direttiva UE 2023/970: nuove regole per tutte le aziende

01/04/2026

Cosa cambia per le aziende e come prepararsi entro il 7 giugno 2026

Dal 7 giugno 2026 entrerà in vigore anche in Italia la Direttiva UE 2023/970 sulla trasparenza retributiva, una normativa destinata a incidere in modo significativo sui processi HR, sulle politiche salariali e sul rapporto di fiducia tra aziende e persone.

È importante chiarirlo subito: la Direttiva riguarda tutte le aziende, indipendentemente dalle dimensioni.
Solo alcuni obblighi – in particolare quelli di reporting strutturato sul Gender Pay Gap – sono collegati alla dimensione aziendale, ma i principi di trasparenza e correttezza retributiva si applicano a tutti.

Prepararsi per tempo è quindi essenziale per evitare interventi tardivi e frammentati.

Perché la Direttiva UE 2023/970 è rilevante per tutte le organizzazioni

La Direttiva nasce con l’obiettivo di rafforzare il principio di parità retributiva tra uomini e donne e di ridurre il Gender Pay Gap, intervenendo a monte sui processi che generano disuguaglianze.

Lo fa introducendo nuove regole su:

  • trasparenza delle retribuzioni
  • criteri salariali oggettivi e neutrali
  • processi di selezione e assunzione
  • diritto dei dipendenti all’informazione
  • obblighi di rendicontazione per le aziende sopra determinate soglie dimensionali

Non si tratta solo di un adempimento formale: la Direttiva chiede alle aziende di rendere esplicite e documentabili scelte che finora sono spesso rimaste implicite.

Gli impatti immediati sui processi HR

A partire dal 2026, tutte le aziende dovranno rivedere alcuni momenti chiave della gestione delle persone.

Trasparenza in fase di selezione

    Durante il recruiting:

    • dovrà essere indicata la fascia retributiva negli annunci di lavoro o comunque prima del colloquio
    • sarà vietato chiedere ai candidati la retribuzione storica

    Questo implica maggiore chiarezza interna sulle politiche retributive e una comunicazione coerente verso l’esterno.

    Criteri retributivi chiari e neutrali

    Le politiche salariali dovranno basarsi su criteri:

    • oggettivi
    • neutrali rispetto al genere
    • applicati in modo coerente tra ruoli comparabili

    Non è richiesto livellare le retribuzioni, ma poter spiegare e giustificare le differenze.

    Diritto all’informazione dei dipendenti

    Ogni dipendente potrà chiedere:

    • la fascia retributiva del proprio ruolo
    • i criteri utilizzati per determinare la retribuzione

    Le aziende dovranno quindi essere pronte a rispondere in modo strutturato e consistente.

    Come prepararsi alla Direttiva UE 2023/970

    La Direttiva prevede obblighi diversi a seconda della dimensione aziendale. È fondamentale distinguere ciò che riguarda tutte le aziende da ciò che è richiesto solo a quelle con almeno 100 dipendenti.

    Step operativi che riguardano tutte le aziende

    Questi adempimenti sono obbligatori per qualsiasi organizzazione, anche PMI e micro-imprese.

    1. Mappare e valutare i ruoli

    Ogni azienda deve:

    • definire ruoli e responsabilità in modo chiaro
    • adottare criteri di valutazione oggettivi e neutrali
    • garantire coerenza tra ruolo, livello e retribuzione

    Non serve un sistema complesso, ma una logica strutturata e documentabile.

    2. Definire criteri retributivi chiari e comunicabili

    È necessario poter spiegare:

    • su quali basi viene definita la retribuzione
    • quali fattori incidono su aumenti e progressioni
    • come vengono prese le decisioni retributive

    La trasparenza non è pubblicazione dei salari, ma chiarezza sui criteri.

    3. Rendere il recruiting conforme alla Direttiva

    Occorre rivedere:

    • annunci di lavoro
    • processi di selezione
    • comunicazione con candidati e candidate

    La coerenza tra politiche interne e messaggi esterni diventa centrale anche per l’employer branding.

    4. Gestire il diritto all’informazione dei dipendenti

    Le aziende devono:

    • definire un processo per la gestione delle richieste
    • stabilire chi risponde e con quali informazioni
    • garantire uniformità e tracciabilità delle risposte

    L’improvvisazione non sarà più sostenibile.

    5. Aggiornamento delle policy e formazione

    Per tutte le aziende sarà necessario:

    • aggiornare policy e procedure HR
    • formare HR e manager sulle nuove regole
    • diffondere consapevolezza sui criteri retributivi

    La compliance non è solo normativa, ma organizzativa e culturale.

    Step operativi specifici per aziende con almeno 100 dipendenti

    A questi si aggiungono obblighi strutturati di analisi e rendicontazione.

    Le aziende con ≥100 dipendenti devono:

    6. Calcolare il Gender Pay Gap

    • creare gruppi omogenei di ruoli
    • calcolare il gender pay gap per ciascun gruppo
    • analizzare le cause dei divari riscontrati

    La qualità della job evaluation è un elemento chiave.

    ➡️ Il gender pay gap deve essere calcolato subito a partire dall’entrata in vigore della normativa nazionale (giugno 2026), anche per le aziende che non sono ancora tenute al reporting formale. Va tenuto disponibile per dipendenti, rappresentanze dei lavoratori e autorità competenti, in caso di richiesta o controllo.

    7. Definire eventuali piani di remediation

    Se emerge un gender pay gap:

    • superiore al 5%
    • non giustificato da criteri oggettivi

    l’azienda dovrà:

    • avviare una valutazione congiunta
    • predisporre un piano di azioni correttive
    • monitorarne gli effetti nel tempo

    8. Predisporre il reporting obbligatorio

    La Direttiva prevede:

    • aziende ≥250 dipendenti → report annuale con prima scadenza 7 giugno 2027
    • aziende 100–249 dipendenti → report triennale con prima scadenza 7 giugno 2031

    I dati dovranno essere coerenti, accurati e supportati da criteri chiari.

    Trasparenza retributiva: obbligo, ma anche opportunità

    La Direttiva UE 2023/970 introduce vincoli, ma offre anche un’occasione concreta per:

    • migliorare equità e coerenza interna
    • rafforzare la fiducia delle persone
    • rendere più solidi e difendibili i processi HR
    • valorizzare l’employer branding

    Le aziende che iniziano oggi questo percorso arriveranno al 2026 più preparate, più credibili e meno esposte a rischi.

    Vuoi capire cosa implica la Direttiva per la tua organizzazione?

    In Empacta affianchiamo le aziende in un percorso concreto e proporzionato verso la compliance:

    • analisi dei sistemi retributivi
    • job evaluation e Gender Pay Gap
    • revisione dei processi di selezione
    • supporto su policy, reporting e formazione

    Lavoriamo inoltre con un partner tecnologico per offrire soluzioni software a supporto della trasparenza retributiva e della gestione dei dati, in linea con i requisiti della Direttiva.

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